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I gliomi sono tumori che originano dalle cellule gliali, le cellule di supporto del sistema nervoso centrale. Comprendono forme a crescita più lenta e forme più aggressive: la classificazione attuale integra l’aspetto istologico con le caratteristiche molecolari del tumore, come lo stato di IDH.
Per questo la valutazione parte sempre da più elementi insieme: le immagini, la diagnosi istologica e molecolare, la sede della lesione e il suo rapporto con le funzioni cerebrali, le condizioni e le priorità della persona.
Non esiste una strategia chirurgica uguale per tutti
Ogni percorso si costruisce seguendo una sequenza di domande, dalla natura del tumore fino alla scelta dell’intervento più appropriato.
- 01 Glioma La diagnosi e lo studio delle immagini.
- 02 Grado e biologia Caratteristiche istologiche e molecolari, come lo stato di IDH.
- 03 Localizzazione La sede: aree motorie e del linguaggio, insula, regioni profonde.
- 04 Funzione e strategia Il rapporto con le funzioni da proteggere e la pianificazione dell’intervento.
Al centro resta il bilancio oncologico-funzionale: cercare il maggiore beneficio sul controllo della malattia tutelando linguaggio, movimento, memoria e capacità cognitive.
Gliomi di basso grado
Nei gliomi diffusi di basso grado, spesso caratterizzati da una crescita più lenta, la pianificazione chirurgica assume un’importanza particolare: le decisioni iniziali possono influire su un percorso di malattia che si sviluppa nel tempo.
Basso grado non significa benigno, né necessariamente privo di conseguenze. Quando indicata, una resezione ampia può contribuire al controllo della malattia e delle crisi epilettiche. Le raccomandazioni attuali sostengono la resezione massimale sicura nei gliomi con mutazione IDH. Linee guida EANS–EANO sull’estensione della resezione.
La crescita lenta può accompagnarsi a una riorganizzazione delle funzioni cerebrali. Per questo awake surgery, brain mapping e monitoraggio neurofisiologico permettono, nei casi appropriati, di estendere la resezione fino ai limiti funzionali individuali, anziché fermarsi a una valutazione soltanto anatomica.
Gliomi di alto grado e glioblastoma
Nei gliomi di alto grado, tra cui il glioblastoma, la chirurgia si inserisce in un percorso che richiede una stretta integrazione con i trattamenti oncologici, come radioterapia e chemioterapia.
Quando possibile, l’intervento mira a ridurre la massa tumorale, ottenere il tessuto necessario alla diagnosi istologica e molecolare e alleviare i sintomi legati alla lesione. L’estensione della resezione deve essere valutata insieme al rischio neurologico e alle condizioni del paziente.
La fluorescenza con 5-ALA, integrata quando indicato con l’ecografia intraoperatoria, aiuta a riconoscere il tessuto tumorale; mappaggio e monitoraggio guidano la tutela delle funzioni. Proteggere il recupero e l’autonomia è essenziale anche per consentire la prosecuzione delle cure. Linee guida EANO.
Hai ricevuto una diagnosi di glioblastoma? Una valutazione neurochirurgica può aiutare a definire l’indicazione all’intervento e le possibilità chirurgiche sulla base delle immagini, della localizzazione della lesione e delle condizioni cliniche.
Gliomi in aree eloquenti, insulari e profondi
Quando un glioma si sviluppa vicino alle aree del movimento o del linguaggio, nell’insula o in regioni profonde, la pianificazione deve considerare con particolare attenzione il rapporto tra tumore e reti cerebrali.
Imaging avanzato, mappaggio corticale e sottocorticale, monitoraggio neurofisiologico e, quando indicata, la chirurgia da svegli aiutano a decidere dove proseguire, come adattare il percorso e quando fermarsi.
Recidiva e rivalutazione
Alla ripresa della malattia può essere utile rivalutare le possibilità chirurgiche, radioterapiche e oncologiche, compresi gli studi clinici disponibili secondo specifici criteri di partecipazione.
Una nuova valutazione multidisciplinare può confermare il percorso in corso oppure individuare opzioni da considerare, sempre con attenzione alla qualità della vita.
Un percorso multidisciplinare
Al Gemelli la valutazione neurochirurgica si colloca all’interno del percorso neuro-oncologico multidisciplinare: imaging, diagnosi istologica e molecolare, condizioni cliniche e valutazione delle funzioni contribuiscono alla pianificazione delle cure.
L’obiettivo è comprendere quanto la chirurgia possa contribuire al percorso di cura e con quale equilibrio tra beneficio oncologico, rischio e qualità di vita.