Chirurgia e trattamenti
Fluorescenza ed ecografia intraoperatoria
Nella chirurgia dei tumori cerebrali
Maggiore controllo, maggiori possibilità di rimuovere il tumore. L’integrazione tra fluorescenza, ecografia e controllo delle funzioni neurologiche permette di cercare una resezione più ampia, mantenendo al centro la sicurezza e l’autonomia della persona.
Durante un intervento, distinguere il tumore dal tessuto cerebrale circostante può essere difficile. Alcune parti della lesione sono poco riconoscibili alla visione diretta, altre si trovano in profondità o vicino a strutture funzionali delicate.
La neurochirurgia moderna dispone di strumenti che aiutano a vedere e interpretare meglio il campo operatorio. Il loro valore emerge soprattutto quando esperienza chirurgica, informazioni sul tumore e controllo delle funzioni vengono utilizzati insieme.
Fluorescenza con 5-ALA: rendere più riconoscibile il tumore
Il 5-ALA, o acido 5-aminolevulinico, è una sostanza somministrata prima dell’intervento che favorisce l’accumulo di un composto fluorescente nel tessuto tumorale. Attraverso un sistema ottico dedicato, il chirurgo può riconoscere una colorazione che aiuta a distinguere aree di tumore altrimenti meno evidenti.
Questa tecnica trova un impiego particolarmente importante nei gliomi di alto grado, nei quali può aiutare a individuare residui e guidare una rimozione più completa.
La fluorescenza richiede esperienza nell’interpretazione: intensità, condizioni di osservazione e caratteristiche del tessuto possono modificarne la visibilità. L’assenza di fluorescenza non esclude la presenza di cellule tumorali e, soprattutto, un tessuto fluorescente non è automaticamente un tessuto che si possa rimuovere senza conseguenze funzionali. Esperienza e aspetti tecnici nell’impiego del 5-ALA.
Ecografia intraoperatoria: aggiornare le immagini mentre la chirurgia procede
Durante la resezione, il cervello e la cavità operatoria cambiano forma. Le immagini acquisite prima dell’intervento restano fondamentali per la pianificazione, ma devono essere interpretate alla luce di questi cambiamenti.
L’ecografia intraoperatoria permette di ottenere immagini aggiornate durante la procedura, esplorando la lesione, i rapporti con le strutture circostanti e le aree nelle quali potrebbe essere presente tumore residuo.
Quando indicata, l’ecografia con mezzo di contrasto, o CEUS, aggiunge informazioni sulla vascolarizzazione del tessuto. La possibilità di ripetere l’esame nelle diverse fasi dell’intervento aiuta a rivalutare il campo operatorio mentre la rimozione procede. Applicazioni dell’ecografia con contrasto in neurochirurgia.
Perché associare fluorescenza ed ecografia
Fluorescenza ed ecografia offrono informazioni differenti e complementari. La prima aiuta a riconoscere il tessuto visibile nel campo operatorio; la seconda permette di esplorare anche in profondità e di aggiornare la valutazione durante la resezione.
Questa integrazione è particolarmente utile quando la fluorescenza risulta meno leggibile o alcune zone sono difficili da osservare direttamente: i cosiddetti “corridoi oscuri” del campo chirurgico, ai quali abbiamo dedicato uno specifico lavoro di ricerca. Fluorescenza ed ecografia nei “dark corridors”.
In uno studio retrospettivo su 230 procedure per glioblastoma, il nostro gruppo ha osservato che l’impiego combinato di 5-ALA ed ecografia con contrasto era associato a una maggiore estensione della resezione rispetto alle altre modalità considerate. Un risultato che sostiene il valore della complementarità tra strumenti, da adattare sempre al singolo caso. Studio pubblicato su Neurosurgery.
Riconoscere il tumore e controllare le funzioni
Vedere meglio il tumore aiuta a capire dove potrebbe essere utile proseguire. Mapping e monitoraggio aiutano a capire dove sia possibile farlo rispettando le funzioni neurologiche.
Il brain mapping identifica le strutture da preservare; il monitoraggio neurofisiologico ne segue il funzionamento durante la procedura. Quando indicata, l’awake surgery permette di verificare direttamente il linguaggio e altre capacità attraverso la collaborazione del paziente.
L’obiettivo è integrare queste informazioni per ampliare la resezione dove esistono margini funzionali e riconoscere il limite quando proseguire comporterebbe un rischio eccessivo. È questo il significato di spostare in avanti le possibilità della chirurgia: aumentare il controllo delle decisioni, mantenendo la preservazione neurologica come riferimento. Integrazione del 5-ALA con gli strumenti di guida intraoperatoria.
Un ambito centrale della mia ricerca
La chirurgia guidata dal 5-ALA e la sua integrazione con l’ecografia rappresentano un filone consolidato della mia attività clinica e scientifica al Gemelli.
I nostri lavori hanno affrontato l’identificazione del tumore residuo, i limiti della visione fluorescente e gli accorgimenti tecnici necessari per utilizzare queste metodiche nella pratica operatoria. La ricerca nasce da una domanda concreta: quali informazioni possono aiutare il chirurgo a rimuovere più tumore senza perdere di vista la persona e le sue funzioni? Ricerca sull’integrazione 5-ALA–CEUS · Accorgimenti tecnici nell’uso del 5-ALA.
Maggiore controllo, maggiori possibilità
Nelle lesioni complesse, informazioni complementari possono aiutare a rivalutare margini di resezione che una singola tecnica non consentirebbe di definire con la stessa precisione.
Riconoscere meglio il tumore e controllare meglio le funzioni può creare le condizioni per una chirurgia più estesa e personalizzata, senza eliminare completamente i rischi dell’intervento.
Il risultato da perseguire è il miglior bilancio possibile tra controllo della malattia, preservazione neurologica e qualità della vita.
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Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS · Roma
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