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Giuseppe Maria Della Pepa Neurochirurgo · Gemelli Roma

Tumori cerebrali

Meningiomi

Scegliere quando e come trattare

La maggior parte dei meningiomi è benigna e cresce lentamente. Proprio per questo, proteggere le funzioni neurologiche e la qualità della vita è centrale: scegliere se osservare, operare o ricorrere alla radiochirurgia richiede una valutazione attenta e personalizzata.

Il meningioma nasce dalle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. Generalmente cresce all’esterno del tessuto cerebrale, ma può comprimerlo o svilupparsi vicino a nervi e vasi importanti.

Molti meningiomi vengono scoperti casualmente e possono rimanere stabili a lungo. Altri causano disturbi legati alla sede, alle dimensioni o alla crescita. Esistono anche forme meno frequenti, di grado più elevato, che richiedono percorsi specifici.

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Benigno non significa sempre semplice

Un meningioma può avere caratteristiche biologiche favorevoli e trovarsi comunque in una posizione delicata. La complessità dipende soprattutto dal rapporto con il cervello, i nervi cranici, le arterie e le vie di drenaggio venoso.

La risonanza magnetica permette di studiare questi rapporti e confrontare l’evoluzione nel tempo. L’analisi del tessuto, quando disponibile, definisce il grado e aggiunge informazioni utili al programma di cura.

La decisione deve considerare insieme comportamento della lesione, sintomi, rischi del trattamento e condizioni della persona. Diagnosi e gestione dei meningiomi: linee guida EANO.

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Sorveglianza radiologica: trattare quando serve davvero

La diagnosi di meningioma non comporta automaticamente un intervento.

Per molte lesioni di piccole dimensioni, prive di sintomi e senza segni di crescita preoccupanti, è appropriata una sorveglianza con risonanze magnetiche e valutazioni cliniche programmate.

Osservare significa seguire la malattia con un piano preciso, verificando se e quando il rapporto tra benefici e rischi renda utile un trattamento. Gli intervalli dei controlli vengono adattati alle caratteristiche del caso.

Il principio è intervenire quando esiste un beneficio concreto, evitando trattamenti non necessari. Sorveglianza e indicazioni al trattamento.

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Quando è indicata la chirurgia

La chirurgia può essere proposta in presenza di crescita significativa, sintomi, compressione delle strutture nervose o elementi che richiedano una diagnosi sul tessuto.

L’intervento permette di rimuovere la lesione, ridurre la compressione e ottenere una caratterizzazione istologica. In molti meningiomi benigni, una resezione completa può offrire un controllo duraturo della malattia.

L’estensione della rimozione deve però rispettare i rapporti con le strutture circostanti. La natura generalmente benigna rende ancora più importante evitare un costo neurologico sproporzionato: il risultato va valutato anche nella capacità di preservare vista, movimento, deglutizione e autonomia.

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Radiochirurgia: in alcuni casi si può trattare senza operare

Per meningiomi selezionati, la radiochirurgia può rappresentare un’alternativa alla chirurgia tradizionale, anche quando la sede rende l’intervento particolarmente delicato.

Può essere considerata per lesioni di dimensioni contenute e con caratteristiche appropriate, con l’obiettivo di controllarne la crescita senza incisioni. Non rimuove fisicamente il tumore e non sostituisce una decompressione chirurgica quando questa è necessaria.

Nel mio ruolo di referente neurochirurgo per il CyberKnife presso il Gemelli Isola Tiberina, partecipo alla valutazione condivisa delle indicazioni chirurgiche e radiochirurgiche.

Il trattamento può svolgersi in una o più sedute, secondo il volume della lesione e la vicinanza a strutture sensibili. È lo stesso approccio illustrato nella pagina dedicata alla Radiochirurgia CyberKnife. Indicazioni e integrazione della radiochirurgia.

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Chirurgia e radiochirurgia possono essere pianificate insieme

Nei meningiomi complessi, rimuovere ogni parte della lesione può comportare un rischio elevato per un nervo, un vaso o una struttura cerebrale.

In casi selezionati possiamo impostare fin dall’inizio una strategia combinata: asportare la parte che richiede trattamento chirurgico e valutare la radiochirurgia sul residuo più rischioso da separare.

Lasciare intenzionalmente una piccola porzione può quindi essere una scelta per proteggere una funzione, all’interno di un programma complessivo di controllo della malattia. Il residuo può essere trattato oppure sorvegliato, secondo il grado, la sede e la sua evoluzione.

La disponibilità di opzioni complementari permette di adattare la radicalità chirurgica alla sicurezza della persona. Approcci combinati nei meningiomi della base cranica.

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Meningiomi complessi: il valore dell’esperienza dedicata

Al Gemelli, il trattamento dei meningiomi si inserisce nell’esperienza di un centro ad alto volume per la chirurgia dei tumori cerebrali, con competenze dedicate alle lesioni della base cranica e delle sedi più delicate.

Tra queste rientrano:

  • Meningiomi della base cranica, vicini ai nervi della vista, dei movimenti oculari e ad altre strutture importanti.
  • Meningiomi del forame magno, nella zona di passaggio tra cervello e midollo spinale.
  • Meningiomi dell’angolo ponto-cerebellare, in prossimità dei nervi dell’udito, dell’equilibrio e del movimento del volto.
  • Meningiomi che coinvolgono i seni durali, i grandi canali che drenano il sangue dal cervello.

In queste sedi, l’esperienza riguarda la scelta dell’accesso, il controllo delle strutture a rischio e la capacità di integrare chirurgia, monitoraggio neurofisiologico e trattamenti complementari. Neurochirurgia del Gemelli · Patologie del forame magno e della giunzione cranio-cervicale.

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Monitoraggio dei nervi cranici: proteggere le funzioni durante la chirurgia

Nei meningiomi della base cranica, il monitoraggio neurofisiologico aiuta a identificare e sorvegliare i nervi coinvolti in funzioni come il movimento del volto, l’udito e la deglutizione. I segnali registrati durante l’intervento guidano le manovre e possono indicare quando modificarle o fermarsi.

Al Gemelli abbiamo lavorato allo sviluppo e all’integrazione di queste tecniche, un ambito al quale ho contribuito direttamente nella pratica clinica e nella ricerca. Questo controllo offre un supporto alla sicurezza anche nelle sedi più complesse, con l’obiettivo di rimuovere la lesione preservando le funzioni e l’autonomia della persona. Ricerca sul monitoraggio del nervo facciale.

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Una scelta proporzionata alla persona

Per alcuni pazienti, la scelta migliore sarà continuare i controlli. Per altri, operare, ricorrere alla radiochirurgia o associare i trattamenti.

L’obiettivo è ottenere il controllo della malattia con il minor impatto possibile sulle funzioni e sulla vita quotidiana, attraverso una spiegazione chiara delle alternative e un percorso condiviso.

Hai ricevuto una diagnosi di tumore cerebrale?

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