Chirurgia e trattamenti
Chirurgia dei gliomi
Esperienza dedicata, tecnologie avanzate e un percorso integrato possono cambiare le possibilità di cura. L’obiettivo è rimuovere quanto più tumore possibile, proteggendo le funzioni che sostengono la vita di ogni giorno.
Ho dedicato la mia vita professionale alla chirurgia dei gliomi, con particolare attenzione alle lesioni complesse e localizzate in aree cerebrali delicate. Formazione specialistica, ricerca internazionale ed esperienza maturata al Gemelli guidano un lavoro che parte sempre dalla persona: dalle sue condizioni, dalle sue aspettative e dalle possibilità concrete di trattamento.
Il bilancio oncologico-funzionale
Nella chirurgia dei gliomi, estensione della resezione e preservazione delle funzioni devono essere considerate insieme. È quello che definiamo bilancio oncologico-funzionale: cercare il maggiore beneficio sul controllo della malattia tutelando linguaggio, movimento, memoria e capacità cognitive.
L’obiettivo è una resezione massimale sicura, definita secondo le caratteristiche del tumore e i limiti funzionali individuali. Preservare l’autonomia significa anche proteggere la possibilità di affrontare le cure successive e mantenere la propria quotidianità. Linee guida EANO.
Gliomi di basso grado: una scelta che guarda agli anni futuri
Nei gliomi diffusi di basso grado, spesso caratterizzati da una crescita più lenta, la pianificazione chirurgica assume un’importanza particolare. Le decisioni iniziali possono influire su un percorso di malattia che si sviluppa nel tempo.
Basso grado non significa benigno, né necessariamente privo di conseguenze. Quando indicata, una resezione ampia può contribuire al controllo della malattia e delle crisi epilettiche. Le raccomandazioni attuali sostengono la resezione massimale sicura nei gliomi con mutazione IDH, con benefici attesi anche sulla sopravvivenza. Linee guida EANS–EANO sull’estensione della resezione.
È proprio in queste situazioni che esperienza e controllo intraoperatorio acquistano un valore decisivo: esplorare quanto sia possibile estendere la resezione, fino ai limiti funzionali della singola persona, evitando di fermarsi a una valutazione soltanto anatomica.
Maggiore controllo per ampliare le possibilità chirurgiche
Un tumore vicino alle aree del linguaggio o alle vie del movimento richiede una conoscenza precisa del rapporto tra lesione e funzioni cerebrali.
L’imaging avanzato aiuta a pianificare l’intervento. Durante la chirurgia, il brain mapping corticale e sottocorticale permette di identificare le strutture funzionali da preservare. Il monitoraggio neurofisiologico segnala variazioni che possono richiedere un adattamento delle manovre.
Quando indicata, l’awake surgery consente di verificare direttamente il linguaggio e altre capacità attraverso esercizi concordati e preparati con il paziente.
Questi strumenti aiutano a prendere decisioni durante la resezione: dove proseguire, come adattare il percorso e quando fermarsi. Il controllo delle funzioni può così consentire una rimozione più estesa nei casi appropriati, mantenendo la preservazione neurologica come riferimento. Linee guida EANO.
Gliomi di alto grado: integrare efficacia chirurgica e continuità delle cure
Nei gliomi di alto grado, la chirurgia si inserisce in un percorso che richiede una stretta integrazione con i trattamenti oncologici.
Quando possibile, l’intervento mira a ridurre la massa tumorale, ottenere il tessuto necessario alla diagnosi e alleviare i sintomi legati alla lesione. L’estensione della resezione deve essere valutata insieme al rischio neurologico e alle condizioni del paziente.
La fluorescenza intraoperatoria, quando appropriata, può aiutare a riconoscere il tessuto tumorale. Mappaggio e monitoraggio guidano invece la tutela delle funzioni. Proteggere il recupero e l’autonomia è essenziale anche per consentire la prosecuzione del percorso terapeutico. Linee guida EANO.
Esperienza, tecnologie e percorso integrato
Il valore di un centro specializzato risiede nella capacità di integrare questi elementi. La disponibilità degli strumenti deve accompagnarsi all’esperienza nel loro impiego e a decisioni condivise tra specialisti.
Al Gemelli, la valutazione neurochirurgica si colloca all’interno del percorso neuro-oncologico multidisciplinare. Imaging, diagnosi istologica e molecolare, condizioni cliniche e valutazione delle funzioni contribuiscono alla pianificazione delle cure.
L’attività scientifica affianca quella assistenziale, con studi sui gliomi, sulle tecnologie intraoperatorie e sui meccanismi biologici della malattia. Questo confronto continuo tra ricerca e pratica clinica sostiene l’aggiornamento delle strategie di trattamento.
Quando richiedere una valutazione
Una valutazione dedicata può essere utile alla diagnosi, prima di un intervento, in presenza di una recidiva o quando una lesione appare particolarmente complessa per sede e rapporto con le funzioni cerebrali.
Il confronto parte dalle immagini e dalla documentazione disponibile, ma comprende anche ciò che conta per la persona: autonomia, lavoro, relazioni e prospettive future.
L’obiettivo è comprendere quanto la chirurgia possa contribuire al percorso di cura e con quale equilibrio tra beneficio oncologico, rischio e qualità di vita.
Hai ricevuto una diagnosi di tumore cerebrale?
Se desideri una valutazione neurochirurgica o una seconda opinione, puoi richiedere una visita specialistica portando con te la documentazione clinica e neuroradiologica disponibile.
Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS · Roma
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