Chirurgia e trattamenti
Tumori in aree eloquenti
Awake surgery, brain mapping e monitoraggio neurofisiologico
La neurochirurgia moderna sta cambiando le possibilità di cura. Conoscere e controllare le funzioni cerebrali durante l’intervento permette, in casi selezionati, di ampliare la resezione tumorale proteggendo il linguaggio, il movimento e l’autonomia della persona.
Alcuni tumori si sviluppano vicino alle strutture che permettono di parlare, muoversi o svolgere attività quotidiane. Sono le cosiddette aree eloquenti, insieme alle vie nervose che le collegano.
In queste situazioni, la pianificazione deve considerare il rapporto tra tumore e funzioni cerebrali. Esperienza chirurgica, tecnologie appropriate e un’équipe dedicata aiutano a definire quanto sia possibile rimuovere e quali limiti rispettare.
Awake surgery: competenze avanzate per la chirurgia ad alta complessità
La chirurgia da svegli, o awake surgery, rappresenta uno degli ambiti a cui ho dedicato maggiormente la mia formazione, l’attività clinica e la ricerca, soprattutto nel trattamento dei gliomi complessi.
Durante una fase dell’intervento, il paziente collabora con l’équipe eseguendo esercizi preparati in precedenza: nominare immagini, parlare, comprendere parole o svolgere compiti selezionati. Queste risposte aiutano a riconoscere le strutture necessarie al linguaggio e, quando indicato, ad altre funzioni cognitive.
Il percorso comprende una preparazione neuropsicologica e anestesiologica dedicata. La persona viene accompagnata prima e durante la procedura, con attenzione al comfort e alla possibilità di collaborare.
La collaborazione del paziente diventa una guida per la chirurgia: permette di verificare direttamente una funzione mentre la resezione procede, aiutando a individuare il limite oltre il quale il rischio funzionale aumenta. L’integrazione tra awake surgery, stimolazione elettrica e valutazione neuropsicologica è oggetto di ricerca dedicata. Approcci integrati nella chirurgia dei gliomi di basso grado.
Perché è particolarmente importante nei gliomi di basso grado
Nei gliomi diffusi di basso grado, il rapporto tra tumore e reti cerebrali può essere complesso. La crescita lenta può accompagnarsi a una riorganizzazione delle funzioni, che rende particolarmente importante una valutazione individuale.
In questi pazienti, la strategia chirurgica guarda anche agli anni futuri: al controllo della malattia, delle crisi epilettiche e alla possibilità di mantenere una vita attiva.
Un controllo funzionale più preciso può consentire di estendere la resezione fino ai limiti individuali, anziché fermarsi a una valutazione soltanto anatomica. L’obiettivo è ottenere il maggiore beneficio oncologico compatibile con la preservazione delle capacità della persona. Linee guida EANS–EANO sull’estensione della resezione.
L’awake surgery viene proposta quando offre un vantaggio concreto: la scelta dipende dalla localizzazione della lesione, dalle funzioni da esplorare e dalle condizioni del paziente.
Brain mapping: riconoscere le strutture da preservare
Il brain mapping, o mappaggio cerebrale, utilizza stimolazioni elettriche controllate per identificare le aree e le vie nervose coinvolte nelle funzioni da proteggere.
Il mappaggio può riguardare la superficie del cervello e le connessioni profonde, che diventano progressivamente visibili durante la rimozione del tumore.
Nelle lesioni vicine alle vie motorie, queste informazioni aiutano a guidare la resezione proteggendo la capacità di usare una mano, camminare o compiere gesti necessari alla vita quotidiana. La preservazione motoria è un pilastro della chirurgia: significa tutelare l’autonomia.
Il mapping motorio può essere eseguito anche in anestesia generale. La scelta tra chirurgia da svegli e chirurgia in anestesia dipende dalle funzioni da valutare e dalla strategia più appropriata al caso. Mappaggio motorio da svegli e in anestesia.
Neuromonitoraggio: una sorveglianza delle funzioni durante l’intervento
Per comprenderne il ruolo, possiamo immaginare il monitoraggio neurofisiologico come una sorta di “elettrocardiogramma” dell’integrità delle funzioni neurologiche sorvegliate.
Attraverso stimolazioni e registrazioni di segnali elettrici, l’équipe segue il funzionamento di specifiche vie nervose durante le diverse fasi della procedura. Le variazioni dei segnali possono suggerire di modificare una manovra, sospenderla o rivalutare il percorso chirurgico.
Il mapping aiuta a riconoscere dove si trovano le strutture funzionali; il monitoraggio aiuta a seguirne il funzionamento nel corso dell’intervento. Sono strumenti complementari, che richiedono un’interpretazione specialistica e non eliminano completamente il rischio neurologico.
Al Gemelli abbiamo studiato modalità integrate di monitoraggio per migliorare la valutazione simultanea delle vie motorie di braccia e gambe durante la chirurgia delle aree motorie. Studio sul monitoraggio motorio integrato.
Esperienza clinica e ricerca al Gemelli
L’impiego di queste tecniche richiede familiarità con i casi complessi e una collaborazione stretta tra neurochirurgo, neurofisiologo, anestesista e neuropsicologo.
Al Gemelli questa esperienza si accompagna a un’attività scientifica dedicata all’integrazione tra imaging, mappaggio e controllo intraoperatorio. Ho contribuito a studi sui gliomi di basso grado e sulle reti coinvolte nel controllo del movimento, con l’obiettivo di rendere più precise le decisioni durante la resezione. Imaging integrato nei gliomi di basso grado · Studio delle aree motorie durante awake surgery.
La ricerca si estende anche ai tumori della base cranica, come i neurinomi dell’acustico, nei quali la tutela del nervo facciale e, quando possibile, dell’udito assume un’importanza fondamentale. Il nostro gruppo ha studiato il contributo dei potenziali evocati motori alla valutazione della funzione facciale durante questi interventi. Monitoraggio del nervo facciale nella chirurgia dell’angolo ponto-cerebellare.
Maggiore controllo, maggiori possibilità
Conoscere meglio le funzioni permette di proteggere meglio la persona e, quando possibile, di rimuovere più tumore.
È questo il valore del controllo intraoperatorio: aiutare a proseguire dove esistono margini e a fermarsi quando la funzione lo richiede. Una guida per cercare, in ogni intervento, il miglior equilibrio tra efficacia oncologica, autonomia e qualità della vita.
Hai ricevuto una diagnosi di tumore cerebrale?
Se desideri una valutazione neurochirurgica o una seconda opinione, puoi richiedere una visita specialistica portando con te la documentazione clinica e neuroradiologica disponibile.
Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS · Roma
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